C'è una domanda che torna spesso durante i nostri incontri pre-matrimonio. “Ci saranno bambini è un problema per le foto?” E io rispondo sempre allo stesso modo: no. Anzi, è spesso il contrario.
I bambini sono imprevedibili, indisciplinati, incuranti del protocollo. Non stanno fermi, non guardano nell’obiettivo quando glielo chiedi, si siedono per terra nel momento meno opportuno. E per questo esattamente per questo regalano i momenti più veri e inaspettati di tutto il matrimonio.
Le due bambine sul pavimento della chiesa
Guardate questa foto. Due bambine sedute sul pavimento davanti agli sposi durante la cerimonia di spalle, vestite di bianco, i ricci che scendono sulle spalle. Non sanno di essere fotografate. Non stanno posando. Stanno semplicemente vivendo quel momento a modo loro, con la naturalezza assoluta che solo i bambini sanno avere.
È una delle immagini che preferisco in assoluto. Non perché sia tecnicamente perfetta ma perché racconta qualcosa di vero. Racconta l’innocenza, la curiosità, la spontaneità. Racconta che in quel momento, in quella chiesa, c’era anche questo e vale quanto qualsiasi altro scatto della giornata.
I bambini come protagonisti involontari
I bambini non recitano. Non simulano emozioni che non sentono. Non sorridono perché devono sorridere sorridono quando qualcosa li diverte davvero. E questo li rende fotograficamente preziosissimi.
Il bambino che si addormenta sulla sedia durante il ricevimento con la cravatta storta. La bambina delle fedi che cammina seria seria verso l’altare con tutta la concentrazione del mondo. Il cuginetto che corre tra i tavoli mentre tutti gli adulti brindano. Questi momenti non si pianificano si catturano. E quando ci riesci, sono tra le foto che la sposa guarderà di più.
Come gestirli praticamente
Detto questo, è vero che i bambini richiedono un po' di pianificazione soprattutto per le foto di gruppo e per i momenti più formali della giornata.
Ecco alcuni consigli pratici che do sempre alle spose. Per le foto di gruppo con bambini, fatele subito appena arrivate alla location, prima che si stanchino o che si sporchino. Un bambino riposato e pulito alle 13 è molto più collaborativo di uno stanco e affamato alle 18.
Assegnate a ogni bambino un adulto di riferimento un genitore, uno zio, una persona di fiducia che si occupi di tenerlo vicino durante i momenti chiave. Non per imbrigliarlo, ma per avere qualcuno che possa richiamarlo con dolcezza quando serve.
Non aspettarvi perfezione. Un bambino che ride, che scappa, che fa smorfie in una foto di gruppo non rovina lo scatto lo rende umano. Le foto “perfette” dove tutti guardano dritto e sorridono uguale sono molto meno interessanti di quelle in cui succede qualcosa di vero.
Il mio approccio con i più piccoli
Con i bambini lavoro in modo diverso rispetto agli adulti. Non chiedo mai di guardare in macchina è inutile e controproducente. Mi avvicino lentamente, senza fretta, senza puntare l’obiettivo direttamente su di loro. Li lascio abituare alla mia presenza. E quando abbassano la guardia in quel secondo di distrazione è lì che scatto.
Con i bambini la pazienza vale più di qualsiasi tecnica fotografica. E la ricompensa è sempre altissima.
Un consiglio finale
Se avete bambini al vostro matrimonio, non preoccupatevi per le foto. Preoccupatevi di farli mangiare in orario, di avere qualcosa che li intrattenga durante i momenti lunghi, e di non aspettarvi che si comportino da adulti per una giornata intera.
Il resto lo facciamo noi.
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